comunicazione tra medico e paziente

Difficoltà di comunicazione tra medico e paziente a causa della mascherina

L’utilizzo della mascherina ha reso difficile la comunicazione tra medico e paziente, soprattutto in campo audiologico. I pazienti con problemi di udito infatti sono tra i più penalizzati, per due motivi.

Il primo è che la mascherina copre le labbra, impedendo all’interlocutore di leggere il labiale. Molti pazienti con ipoacusia (e tutte le persone affette da sordità) si aiutavano nella comunicazione proprio leggendo il labiale, ma attualmente ciò non è più possibile. Le mascherine trasparenti, che potrebbero essere una valida alternativa, sono ancora molto poco diffuse e comportano un’altra serie di problemi.

Il secondo motivo per cui la comunicazione tra medico e paziente è diventata più complicata è che la mascherina chirurgica riduce di circa 3-4 dB il volume della voce, mentre quella trasparente ancora di più.

A ciò bisogna aggiungere il fatto che esistono sempre dei fattori emotivi che ci portano a modificare il nostro modo di comunicare con gli altri a seconda di chi abbiamo davanti. La comunicazione tra medico e paziente risente molto di questo fattore. Il paziente ha sviluppato una maggiore timidezza, perché i suoi problemi di udito risultano amplificati dall’uso della mascherina. Il medico invece, consapevole di ciò, tende a semplificare al minimo il suo linguaggio per riuscire a comunicare in modo più efficace con il suo paziente.

Recenti studi condotti in merito hanno confermato questa tendenza.

Cosa dicono gli studi

La dottoressa Saunders del Manchester Centre for Audiology and Deafness (ManCAD) ha condotto uno studio sull’influenza della mascherina sulla comunicazione tra medici e pazienti, coinvolgendo circa 460 persone. Il 41% di queste indossava gli apparecchi acustici e il 9,2% impianti cocleari.

A tutti i soggetti sono state fatte le seguenti domande:

  • Comunichi in modo differente da quando indossi la mascherina?
  • Pensi che la natura della conversazione cambi quando indossi la mascherina?

Ed ecco e risposte:

  • Sì: 58.9%; Forse: 17.4%; No: 23.8%.
  • Sì: 45.7%; Forse: 25.4%; No: 28.9%.

Come si può notare, la maggior parte dei soggetti ammette una variazione nel proprio modo di comunicare e, di conseguenza, anche nel modo di rapportarsi a proprio medico.

Come abbiamo affrontato i problemi di comunicazione tra medico e paziente

Ecco perché noi dei Centri Acustici Favale&Gaburro, come molti altri specialisti del nostro settore, ci siamo adoperati per essere più vicini ai nostri pazienti, nonostante le mille difficoltà. Un aiuto ci è venuto dalla telemedicina e dall’assistenza a distanza. Grazie alle nuove tecnologie infatti, ci è possibile videochiamare il paziente per offrirgli consulenza online. In questo modo, non è necessario indossare la mascherina, e sia noi che i nostri pazienti siamo più liberi di comunicare. Anche il remote fitting, la funzionalità che permette di regolare gli apparecchi acustici a distanza, è stata un valido aiuto. Durante i mesi di lockdown, ci ha permesso di fornire assistenza tecnica ai nostri pazienti anche se eravamo distanti.

Se volessimo trovare un lato positivo all’esperienza che abbiamo vissuto, e stiamo ancora vivendo, è che ci ha permesso di trovare nuovi modi per migliorare la comunicazione tra medico e paziente nonostante tutte le difficoltà.

 

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