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mal d'orecchi invernale

Come proteggersi dal mal d’orecchi invernale

L’inverno è una delle stagioni più romantiche e magiche dell’anno, complici l’atmosfera natalizia, la neve che imbianca il paesaggio e le cioccolate calde fumanti. Tuttavia, è anche una delle stagioni più a rischio per la salute delle orecchie, spesso soggette ad infezioni e infiammazioni e al mal d’orecchi.

In inverno infatti si verifica un abbassamento delle difese immunitarie, soprattutto nei bambini, ed è molto comune che si verifichi un’infezione auricolare. Inoltre, l’otalgia (mal d’orecchi) è un sintomo che raramente di verifica da solo: spesso è accompagnato da un temporaneo calo dell’udito, dalla comparsa degli acufeni, ma anche da dolori cervicali e vertigini (le orecchie sono sede del senso dell’equilibrio), che possono rovinare un periodo gioioso come quello natalizio. La prevenzione e la protezione delle orecchie è dunque importantissima durante i mesi freddi.

Come abbiamo accennato, le cause del mal d’orecchi invernale possono essere diverse: vediamo quali sono le più comuni e come difendersi.

Freddo


Una delle cause più comuni del mal d’orecchio invernale è, banalmente, il freddo. Le orecchie infatti sono ricche di terminazioni nervose che vengono stimolate dal vento e dal freddo e che trasmettono poi la sensazione di dolore pungente. Per proteggersi da questo tipo di mal d’orecchi, basterà tenerli coperte quando si esce di casa con cappelli, sciarpe e paraorecchie.

Raffreddore


Anche il raffreddore può causare, oltre ai classici sintomi come naso chiuso, starnuti e mal di gola, anche la sensazione di orecchio ovattato, pienezza auricolare e otalgia. Ciò accade perché le cavità nasali e l’orecchio medio sono messi in comunicazione dalle tube di Eustachio: di conseguenza, muco e catarro possono accumularsi e creare una sorta di barriera che limita l’ingresso dei suoni e di conseguenza portare ad un temporaneo calo dell’udito.

Inoltre, il deflusso del muco può impiegare diversi giorni, anche dopo la scomparsa degli altri sintomi del raffreddore: non c’è da preoccuparsi dunque se la sensazione di orecchio tappato e ipoacusia possono durare qualche giorno in più. Per poter agevolare il deflusso del muco, oltre all’utilizzo di farmaci ad hoc come spray decongestionanti o mucolitici, è consigliato effettuare regolarmente aerosol o suffumigi con eucalipto e bicarbonato d sodio.

Otite


Una delle cause del mal d’orecchi invernale più grave è l’otite, ossia un’infiammazione acuta dell’orecchio che può coinvolgere l’orecchio esterno, medio o interno. In inverno, la più comune riguarda l’orecchio medio che, come detto in precedenza, è collegato con la tuba di Eustachio. L’infiammazione della mucosa nasale, a causa del raffreddore, può espandersi dal naso alle orecchie, favorendo la comparsa dell’otite. In questi casi, è opportuno non soffiare il naso troppo forte, per evitare appunto il passaggio di virus e batteri responsabili dell’infiammazione, e consultare un medico che prescriverà la terapia più indicata con antibiotici o cortisonici.
Bambini mascherati per Halloween

Gli apparecchi acustici fanno più paura dei mostri di Halloween

La festa di Halloween si avvicina, e con essa anche quella serie di miti, leggende e tradizioni anglosassoni che evocano creature della notte, mostri, fantasmi e tutto ciò che fa paura. Un ottimo suggerimento per un travestimento davvero spaventoso è quello di mascherarsi da apparecchio acustico: questi piccoli dispositivi infatti fanno ancora tanta paura, così tanta che spesso si rinuncia ad indossarli, finendo col peggiorare il problema di udito.

Quella di Halloween è solo un’occasione per parlare di una problematica molto attuale, ossia la paura degli apparecchi acustici e il fatto di considerarli ancora uno stigma sociale, una sorta di tabù o marchio distintivo che identifica una persona con le audioprotesi come una persona “vecchia”. In questo articolo cercheremo di cancellare questi tabù e spiegare perché non c’è nulla da aver paura dagli apparecchi acustici.

Apparecchi acustici: dispositivi “per vecchi”


Gli apparecchi acustici sono dispositivi medici che si inseriscono all’interno dell’orecchio e sopra l’orecchio come ausilio per l’apparato uditivo che ha difficoltà a captare i suoni in modo naturale. Ossia, hanno la stessa funzione che gli occhiali svolgono per gli occhi, offrendo un supporto alla vista quando questa è debole.

Tuttavia, essendo l’ipoacusia (nell’immaginario comune) una malattia legata alla terza età, è ancora sedimentata l’associazione apparecchi acustici e vecchiaia. Mentre infatti si vedono tantissimi giovani (e bambini) con gli occhiali, in genere sono le persone anziane ad avere gli apparecchi acustici. Di conseguenza, chi li indossa si sente più vecchio e teme di essere visto come “più vecchio” rispetto alla sua vera età.

Invece, sebbene la presbiacusia, ossia la perdita uditiva dovuta all’età, sia uno dei casi più diffusi, ci sono diverse forme di ipoacusia causate da malformazioni, malattie o traumi che possono colpire anche i più giovani. La presbiacusia poi è una condizione fisiologica del tutto naturale: le cellule dell’apparato uditivo, con il passare dell’età, invecchiano e si deteriorano come tutte le altre presenti nell’organismo. E questo processo riguarda tutti, chi in misura minore e chi in misura maggiore: la degenerazione dell’apparato uditivo comincia già dopo i 50 anni, anche se gli effetti si manifestano con chiarezza dopo diversi anni.

Inoltre, il calo di udito è spesso associato alla demenza senile, anzi si pensa che il fatto di non sentire bene sia la conseguenza di una mente ormai stanca e non più perfettamente lucida. Niente di più sbagliato! Studi scientifici recenti dell’Università del Michigan hanno invece dimostrato che proprio il calo uditivo non trattato può aumentare le possibilità di sviluppare demenza senile e malattie di tipo cognitivo in tarda età.

Quindi, anziché far sembrare le persone “più vecchie”, gli apparecchi acustici aiutano a tenere la mente allenata e giovane.

Apparecchi acustici: il problema estetico


Il secondo problema per cui le persone hanno paura degli apparecchi acustici è un problema estetico: si teme che questi dispositivi siano troppo visibili e svelino a conoscenti, amici e passanti, il problema uditivo. Le persone infatti si vergognano ancora del loro calo uditivo, e spesso lo mascherano e lo negano persino con se stessi e con gli altri fino a che non è troppo tardi. E questo perché l’ipoacusia continua ancora ad essere considerata una malattia “da vecchi”.

Tuttavia, gli apparecchi acustici moderni non sono affatto come i modelli di una volta, abbastanza grandi da essere notati anche a distanza: sono dispositivi piccolissimi, più piccoli di una moneta, e hanno un design pensato per essere discreto e poco appariscente. I modelli che si inseriscono all’interno dell’orecchio diventano quasi invisibili una volta indossati, e possono essere personalizzati nel colore e nella forma per essere ancora più discreti, mimetizzandosi alla perfezione. Non c’è pericolo quindi che qualcuno si accorga che li state indossando.

Alla luce di quanto detto, la paura degli apparecchi acustici appare del tutto infondata, inesistente e inconsistente come i fantasmi di Halloween.
ipoacusia infantile a scuola

Ipoacusia infantile: perché è più facile diagnosticarla in età scolare

L’anno scolastico ha ormai preso il via in tutta Italia e tanti bambini e bambine hanno ritrovato i compagni di classe dell’anno precedente o hanno fatto nuove conoscenze nelle classi prime. Per i più piccoli, l’inizio della scuola comporta sempre un turbine di emozioni, sia positive che negative, tuttavia ci sono alcuni bambini che possono viverla con più disagio di altri: i bambini ipoacusici.

Per i bambini con problemi di udito infatti, l’aula scolastica rappresenta un ambiente sonoro completamente diverso dalla propria casa, molto più chiassoso, rumoroso e confusionario, in cui distinguere le voci o seguire con attenzione le parole dell’insegnante può essere molto difficile. Ecco perché molti casi di ipoacusia infantile che non sono state rilevate con lo screening neonatale, perché sviluppatesi nei mesi o negli anni successivi, vengono fuori proprio con l’inizio della scuola.

I sintomi sono quelli tipici dell’ipoacusia: difficoltà nel distinguere bene tutte le parole e nel percepire i suoni acuti, sensazione che tutti parlino “a bassa voce” ecc… E, nel caso dei bambini, questi sintomi possono trasformarsi in una vera e propria difficoltà di apprendimento che può essere letta come svogliatezza o pigrizia da genitori e insegnanti. Ecco perché, quando un bambino non riesce a seguire bene la lezione, è importante capire quale sia il motivo: se si tratta di un problema uditivo, con alcuni piccoli accorgimenti da adottare in classe e con l’ausilio di protesi acustiche, la situazione può certo migliorare e il bambino può continuare il suo percorso scolastico alla pari con tutti i suoi compagni di classe normoudenti.

Come affrontare l’ipoacusia a scuola


Se si sospetta un caso di ipoacusia infantile, la prima cosa da fare è un approfondito controllo dell’udito. I Centri Acustici Favale&Gaburro sono partner ufficiale Cochlear e i nostri audioprotesisti sono specializzati nel trattamento dell’ipoacusia infantile, quindi sapranno prendersi cura dell’udito di più piccoli con la massima professionalità ed empatia.

Dopo il controllo, se necessario, si inizia un percorso di riabilitazione uditiva con l’ausilio degli apparecchi acustici o, nel caso di bambini molto più piccoli, di un impianto cocleare. In questa fase è importante far capire ai bimbi l’importanza di quel piccolo accessorio che hanno sulle orecchie, che non deve affatto essere visto come un segno discriminatorio o di disabilità, ma come uno strumento, alla pari degli occhiali, che li aiuta ad entrare maggiormente in contatto con il mondo che li circonda, a seguire le lezioni, a giocare con i compagni e a fare amicizia.

Il passo successivo è affrontare l’ipoacusia a scuola e informare i docenti, che a loro volta prenderanno provvedimenti all’interno dell’aula scolastica per agevolare il bambino.

Ad esempio, si preferirà una disposizione dei banchi “a ferro di cavallo”, che permette a tutti gli alunni di ascoltare meglio l’insegnante, al centro, e anche di capire subito chi tra i compagni sta parlando, dato che il suono non arriverà mai da dietro.

Un altro utile approccio che gli insegnanti possono adottare è quello di non spiegare cose importanti mentre scrivono alla lavagna, e cioè quando danno le spalle agli alunni, e di non spiegare camminando per l’aula: la lettura del labiale e il contatto visivo con il parlante sono fondamentali per un bambino con difficoltà uditive.

Infine, è utile accompagnare la lezione con supporti audiovisivi, mappe e schemi che permettano di leggere l’informazione oltre che ascoltarla.
udito estate

Prendersi cura dell’udito in estate per godersi al massimo le vacanze

L’estate è ormai arrivata e tutti si stanno preparando le tante meritate vacanze. Che sia al mare, in montagna o in qualche città d’arte, gli italiani non rinunciano ad un viaggio all’insegna del relax e del divertimento. Tuttavia, prima di partire, è importante assicurarsi che gli apparecchi acustici siano in perfette condizioni.

Gli apparecchi acustici infatti sono indispensabili per chi ha problemi di udito, sono lo strumento che permette loro di comunicare con gli altri e di godersi tutti i suoni importanti nella vita. In estate, più che durante il resto dell’anno, non potete rischiare che si danneggino o che smettano di funzionare correttamente, con il rischio di rovinarvi le vacanze e di lasciarvi in difficoltà, soprattutto se siete fuori zona, lontano dal vostro centro acustico di fiducia.

Perché è importante revisionare l’apparecchio acustico prima dell’estate


In estate si resta svegli più a lungo per una passeggiata sul lungomare o una grigliata in spiaggia con gli amici, e per questo si tende ad indossare gli apparecchi acustici più a lungo. Ecco perché le pile potrebbero scaricarsi prima del previsto e darvi l’impressione che l’apparecchio acustico possa essersi danneggiato. Un consiglio che diamo sempre ai nostri clienti in procinto di partire per le vacanze è quello di mettere in valigia un blister pile di riserva.

Inoltre, per essere sicuri che i vostri apparecchi acustici siano perfettamente funzionanti e non vi diano problemi mentre siete fuori città, vi consigliamo di effettuare una revisione prima della partenza. Portandoli nei nostri centri acustici, gli audioprotesisti Favale&Gaburro si assicureranno che non ci siano problematiche tecniche (malfunzionamenti del cip, problemi di caricamento) e che le impostazioni siano ancora perfettamente in linea con le vostre esigenze uditive. Tutto, a titolo totalmente gratuito per i nostri affezionati clienti.

Perché è importante effettuare un controllo dell’udito prima dell’estate


Se invece non siete portatori di apparecchi acustici ma sospettate un calo uditivo, il nostro consiglio è quello di non rimandare ulteriormente un controllo dell’udito, ma di approfittare dell’estate, quando i centri acustici sono meno affollati, per prenotare la vostra visita.

Il calo uditivo infatti non compare (o scompare) da un giorno all’altro, ma è un processo che peggiora di giorno in giorno, rendendo sempre più difficile chiacchierare con gli altri, ascoltare la musica, guidare in sicurezza, godersi un film in famiglia. Ecco perché è importantissimo intervenire appena compaiono i primi segnali o appena c’è il sospetto che qualcosa non va: prima si interviene, prima si può tornare ad ascoltare con semplicità e naturalezza tutti i suoni della quotidianità.

Inoltre, chi convive con il calo uditivo perde pian piano fiducia in se stesso e ha la tendenza ad isolarsi, per impedire che familiari e conoscenti vengano a sapere di questa problematica. Immaginate di essere in vacanza e di voler fare nuove amicizie: sarebbe davvero un peccato non coltivarle, o rinunciare a conoscere persone nuove a causa del calo uditivo.

Il nostro invito è quindi quello di prenotare un controllo dell’udito approfondito e totalmente gratuito in uno dei nostri centri acustici. Dopo la visita, se la vostra situazione lo richiede, vi mostreremo anche i modelli di apparecchio acustico più adatti alle vostre esigenze, e potrete provarli gratuitamente per 30 giorni.

Avrete modo di godervi le vacanze e la buona musica, chiacchierare in tranquillità con tutti e testare di persona i benefici degli apparecchi acustici.

Vi aspettiamo!
prezzo degli apparecchi acustici

Qual è il prezzo degli apparecchi acustici?

Tra le domande che i nostri clienti ci rivolgono, le più comuni sono senza dubbio: "Quanto costano gli apparecchi acustici?" oppure "Che fascia di prezzo hanno?" Uno dei motivi principali per cui chi soffre di problemi di udito aspetta tanto tempo prima di acquistare infatti è proprio il prezzo degli apparecchi acustici, ritenuto troppo elevato.  Tuttavia, gli apparecchi acustici non sono così costosi come si pensa, soprattutto tenendo conto dei grandi benefici che comportano.

Il loro costo dipende da tantissimi fattori: tecnologie utilizzate, velocità del processore, funzionalità aggiuntive, qualità del suono, estetica... E in più, c’è da considerare che molte persone con problemi di udito possono fare richiesta all’ASL per la copertura parziale o totale della spesa sostenuta.

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte le domande sul prezzo degli apparecchi acustici.

Quanto costano gli apparecchi acustici?


Le fasce di prezzo possono variare dagli 800 euro fino anche ai 3.000 euro. Molto dipende anche dallo stile di vita e dalle abitudini della persona che deve indossare l'apparecchio acustico. Le persone con una vita attiva, ad esempio, che devono affrontare situazioni complesse, come conversazioni con tantissime persone o in ambienti con tanto rumore di sottofondo, avranno bisogno di un apparecchio in grado di rispondere adeguatamente a queste problematiche. Si tratterà di un modello ricco di funzionalità, con una tecnologia più avanzata e, di conseguenza, con un prezzo più elevato. Al contrario invece, chi vive una vita piuttosto sedentaria, in un ambiente familiare e tranquillo, potrà scegliere un modello diverso più basico a prezzo più contenuto ma la qualità sarà la stessa.

Altre differenze sul prezzo degli apparecchi acustici possono riguardare le caratteristiche accessorie. Le tecnologie più moderne permettono infatti di regolare gli apparecchi anche a distanza, di effettuare lo streaming diretto dalla TV o dal cellulare, di ricaricarli come uno smartphone ecc... Infine, anche l'estetica influisce molto. Gli apparecchi acustici invisibili, ad esempio, che si inseriscono all'interno del canale uditivo e spesso vengono realizzati su misura attraverso la presa dell'impronta auricolare, possono costare di più.

Cosa è compreso nel prezzo degli apparecchi acustici?


Inoltre bisogna considerare che il prezzo degli apparecchi acustici non si limita solo al dispositivo in sé, ma comprende anche una serie di servizi esclusivi erogati dal centro acustico. Oltre alla consulenza pre-vendita e al controllo dell’udito, nel costo degli apparecchi acustici sono compresi i controlli periodici dell’udito e le conseguenti regolazioni, le revisioni annuali, le riparazioni, la pulizia professionale e l’aiuto del tuo audioprotesista di fiducia ogni volta che ne hai bisogno.

Infine, bisogna tenere conto delle spese mediche evitate grazie all’uso degli apparecchi acustici. Un recente studio dell’Università del Michigan ha infatti dimostrato che l’utilizzo sistematico delle audioprotesi, come prescritto dal proprio medico e dall’audioprotesista riduce la comparsa della demenza senile (-18%) e della depressione (-11%). Anche le cadute rovinose, dovute all’indebolimento del sistema uditivo (ricordiamo che l’orecchio è anche la sede del senso dell’equilibrio) sono ridotte del 13%, evitando così settimane di ricovero in ospedale, medicine o anche delicate operazioni nei casi più gravi.

Il contributo ASL per gli apparecchi acustici


Come abbiamo detto nel nostro precedente articolo, è possibile ricevere un contributo a copertura totale o parziale della spesa sostenuta per l'acquisto di apparecchi acustici, ricorrendo al Sistema Sanitario Nazionale. Alcune categorie di utenti infatti hanno diritto ad avere gli apparecchi acustici ad un prezzo agevolato, richiedendo all'ASL il contributo. Il percorso per la richiesta è molto semplice: il team Favale&Gaburro è a vostra completa disposizione per aiutarvi con tutte le pratiche.

Ecco quali sono le categorie che hanno diritto a questo tipo contributo:

  • Invalidi civili per almeno il 34% del punteggio, purché nel verbale compare la voce ipoacusia (sordità)

  • I minori indipendentemente dal loro grado di ipoacusia.

  • I ricoverati in strutture sanitarie accreditate

  • Gli invalidi del lavoro

  • Gli invalidi di guerra e di servizio.


In conclusione, non esiste una risposta diretta e universale alle domande sul prezzo degli apparecchi acustici, poiché le variabili da tenere in considerazione sono davvero tante, ma gli audioprotesisti dei nostri centri acustici sapranno consigliarvi il modello più adatto alle vostre esigenze e al vostro budget.

 
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Apertura nuovo Centro Acustico a Desenzano: tutti i servizi

I Centri Acustici Favale&Gaburro sono da anni il punto di riferimento per tutti coloro che vivono nella provincia veronese e mantovana e che hanno problemi di udito. Da oggi sono più vicini agli abitanti di Desenzano e dintorni, grazie all’apertura di un nuovo centro acustico proprio in questa splendida cittadina sulle rive del lago.

Ma quali sono i servizi offerti da questa nuova sede e da tutte le altre sedi?

Accoglienza


Entrare in un centro acustico significa ammettere con se stessi, e anche con gli altri, di avere un problema uditivo e, come riportano anche le ultime indagini statistiche, molti italiani si vergognano ancora del loro calo uditivo e rimandando anche per diversi anni le visite di controllo. Proprio per questo motivo, facciamo in modo di accogliere i pazienti nel modo migliore, facendoli sentire a casa grazie alla cordialità e all’empatia del nostro team. Il sorriso e la comprensione è il primo passo per instaurare un rapporto medico-paziente fruttuoso e duraturo.

Durante questa prima fase conoscitiva di counseling, completamente gratuita, i nostri audioprotesisti raccoglieranno il maggior numero di informazioni sul paziente e sulla sua storia clinica, ma anche sulle sue abitudini di vita. È importante capire se il calo uditivo è causato da scorrette abitudini di ascolto, da malattie pregresse non trattate adeguatamente, da fattori congeniti o “semplicemente” dal progressivo e naturale indebolimento dell’apparato uditivo.

Test accurati con strumentazione all’avanguardia


Dopo aver acquisito tutte le informazioni necessarie, si effettua una serie di test strumentali per poter individuare la tipologia e il grado di perdita uditiva. Si tratta di test veloci e non invasivi, ma che sono molto accurati e precisi grazie all’utilizzo di strumenti all’avanguardia che si possono trovare nei centri acustici Favale&Gaburro come quello di Desenzano.

Ecco quali sono i principali:

  • Test audiometrico tonale: consiste nella somministrazione di suoni a diverse intensità e tonalità per trovare la soglia minima di udibilità del paziente che dovrà rispondere agli stimoli premendo un tasto o alzando la mano

  • Test audiometrico vocale: consiste nel somministrare al paziente parole bisillabiche in ambiente silenzioso e fargliele ripetere, in modo da trovare la sua soglia di percezione, è un esame spesso decisivo per valutare la possibilità e l'opportunità di utilizzare una protesi acustica.

  • Impedenzometria:è un esame diagnostico obiettivo, non invasivo, che valuta l’elasticità della membrana timpanica e della catena di ossicini responsabile della funzione dell’udito.

  • MATRIX Sentence Test: si tratta di un particolare tipo di audiometria vocale che si adatta automaticamente alle risposte del paziente, aumentando o diminuendo la difficoltà di ascolto al fine di valutare la comprensione verbale in condizioni di rumore, simulando le condizioni di ascolto difficili in cui potrebbe trovarsi nella vita quotidiana. Questo test permette di misurare con una precisione elevatissima la capacità del paziente di comprendere nel rumore e soprattutto i suoi miglioramenti o peggioramenti nel tempo.

  • Prove REM: Consistono nell’adattare gli apparecchi acustici con misurazioni sull'orecchio reale (REM), l’adattamento viene personalizzato in base all'acustica del condotto uditivo dei pazienti. Questo migliora i benefici degli apparecchi acustici e la percezione uditiva del paziente.


Dopo la fase di test, qualora dovesse essere necessario l’utilizzo di una protesi acustica, si passa alla consulenza sugli apparecchi acustici. In base al grado di perdita uditiva, allo stile di vita e al budget del paziente, l’audioprotesista gli consiglierà il modello più adatto alle sue esigenze, che il paziente potrà provare gratuitamente per 30 giorni.

 Assistenza continuativa


Durante il periodo di prova, gli audioprotesisti Favale&Gaburro continuano a prendersi cura di lui attraverso fitting e regolazioni periodiche, per poter adattare i dispositivi nel modo migliore. Se la prova va a buon fine e si procede con l’acquisto, questo tipo di assistenza continuativa, svolta sempre con la massima professionalità e cura, continuerà regolarmente anche dopo la vendita.

È importante infatti eseguire controlli periodici trimestrali al fine di monitorare e migliorare sempre di più le prestazioni degli apparecchi acustici man mano che l’esperienza con il prodotto si esprime nella quotidianità.

Tutti questi servizi sono disponibili in ogni Centro Acustico Favale&Gaburro, compresa la nuova sede di Desenzano. Inoltre, nella sede di Verona, è possibile anche avere una consulenza di prim’ordine dugli impianti cocleari e Baha, grazie alla partnership ufficiale con Cochlear©, azienda leader mondiale nelle soluzioni uditive impiantabili.

Cosa aspetti? Se hai bisogno di un controllo dell’udito, rivolgiti ai Centri Acustici Favale&Gaburro.
Teatro Ariston Sanremo

“Ascolterai” il Festival di Sanremo?

“Guarderai il Festival?” “Mercoledì non posso uscire perché devo guardare Sanremo” “Non vedo l’ora che salgano sul palco i Maneskin!”

Il Festival di Sanremo è alle porte, e queste frasi faranno parte delle conversazioni quotidiane degli italiani per tutta la prossima settimana. Eppure, Sanremo è il festival della canzone italiana e, sebbene sia uno spettacolo a 360 gradi, la vera protagonista è la musica, che non va guardata o seguita, ma ascoltata

Musica: benefici e problematiche


Ascoltare la musica non è solo una forma di intrattenimento o di svago, ma è un vero e proprio toccasana per la mente e per il corpo. Influisce infatti sulla pressione sanguigna e sull’umore, diminuisce i livelli stress e aumenta la concentrazione e la memoria.

Uno studio dell’Università McGill ha analizzato i principali benefici della musica in base agli effetti chimici che produce nel nostro corpo, come la riduzione dell’ansia, (attraverso lo stimolo della produzione di ossitocina), il rafforzamento del sistema immunitario (attraverso l’aumento dei livelli di immunoglobina A) e un senso di rilassamento generale (attraverso il rilascio di endorfine).

Senza contare che la musica è un vero toccasana anche per l’anima e lo spirito, perché stimola la consapevolezza interiore e aiuta a far luce sui propri pensieri e sul proprio stato d’animo.

Tuttavia, ci sono casi in cui la musica può essere dannosa, in particolar modo per l’udito. Ciò si verifica quando si fa un abuso di cuffie e auricolari (o si utilizzano modelli scadenti), o quando si ascolta la musica a volumi troppo alti.

Il problema è molto più diffuso di quanto sembri: la perdita di udito a causa dell’esposizione prolungata a suoni troppo forti, in primis appunto la musica che si ascolta quotidianamente, ha raggiunto numeri molto alti, soprattutto tra i giovani. Non a caso la tematica del prossimo World Hearing Day (3 marzo 2022) è proprio questa: “Hear for life, listen with care!” (Ascolta per tutta la vita, ascolta con attenzione)

Con gli apparecchi acustici non rinunci alla buona musica


Per le persone con problemi di udito, ascoltare la musica può essere alquanto difficile, anche quando l’ipoacusia è leggera, perché l’orecchio non è più in gradi di cogliere quelle sottili sfumature e quei vibrati che tanto ci fanno emozionare ascoltando per esempio un’opera lirica dal vivo. Le difficoltà aumentano quando, nel caso del Festival di Sanremo, non si ascolta la musica dal vivo, ma attraverso la televisione.

Per fortuna, una soluzione per godersi di nuovo Sanremo e la buona musica in generale c’è: gli apparecchi acustici.

Un apparecchio acustico di ultima generazione infatti ha la possibilità di collegarsi alla Tv (in modo diretto o attraverso un pratico accessorio wireless) e trasmettere i suoni direttamente in streaming. Grazie all’uso di processori sempre più tecnologici, il suono arriverà alle tue orecchie senza nessun ritardo percepibile rispetto all’originale, ma soprattutto in modo chiaro, nitido e cristallino, senza alcuna interferenza. E sarà come ascoltare Elisa, Achille Lauro o Gianni Morandi seduto al Teatro dell’Ariston, o quasi.

Inoltre, potrai utilizzare l’apposita app per regolare il volume, i bassi e tutte le caratteristiche audio per adattare il suono al tuo grado di perdita uditiva. Finiranno così i battibecchi in famiglia sul volume troppo alto, e si potrà trascorrere la serata tutti insieme godendosi la buona musica italiana. Le uniche discussioni ammesse saranno quelle sul vincitore di Sanremo.

Sei pronto a goderti il Festival di Sanremo con gli apparecchi acustici? Vieni in uno dei nostri centri per un controllo e per richiedere la prova gratuita del modello più adatto alle tue esigenze.
Bambino con impianti cocleari

Impianti cocleari: cosa sono e come funzionano

Gli impianti cocleari sono dei dispositivi elettronici che permettono di trasformare i suoni in impulsi elettrici e trasmetterli direttamente al nervo acustico. Svolgono, di fatto, le funzioni della coclea, l’organo che ha sede nell’orecchio interno e che traduce appunto i suoni per farli giungere al cervello: ecco perché si vengono chiamati anche “coclea artificiale” o “orecchio bionico”.

Questi dispositivi, sia per la loro struttura che per il loro funzionamento, sono molto diversi dal tradizionale apparecchio acustico. L’apparecchio acustico ha infatti la funzione di amplificare i suoni, che poi arrivano al cervello attraverso la coclea così come accade per le persone normo-udenti; l’impianto cocleare invece si sostituisce alla coclea proprio in quei casi in cui essa non funziona correttamente: capta i suoni, li traduce in impulsi elettrici e stimola il nervo acustico.

Ci si serve di questo tipo di impianto in casi di ipoacusia medio-grave o anche di sordità, soprattutto quando si tratta di sordità infantile. Grazie gli impianti cocleari, i bambini con problemi di udito gravi possono sentire i suoni più importanti e riuscire a sviluppare le aree del cervello legate al linguaggio e alla comunicazione.

Come è fatto un impianto cocleare


Abbiamo detto che gli impianti cocleari si distinguono dagli apparecchi acustici anche per la loro struttura. Si compongono infatti di:

  • audioprocessore esterno

  • antenna magnetica esterna

  • ricevitore interno


L’audioprocessore esterno è molto simile nella forma ad un apparecchio acustico e si posizione dietro l’orecchio. Attraverso un cavetto si collega all’antenna, la quale aderisce magneticamente alla cute. Sotto l’antenna magnetica si trova il ricevitore interno, che viene applicato sotto la cute dell’osso temporale e collegato all’orecchio interno attraverso un intervento chirurgico che può durare circa un’ora e mezza.

Impianti cocleari nei bambini


Gli impianti cocleari nei bambini con problemi di udito sono molto diffusi: si stima che in Italia ci siano almeno 700 nuovi interventi di applicazione all’anno. La sordità infantile, infatti, come abbiamo detto in un precedente articolo, riguarda un gran numero di nuovi nati. Fortunatamente, grazie allo screening uditivo neonatale obbligatorio, è possibile intervenire in tempi brevi ed evitare che il bambino possa sviluppare problemi di apprendimento e di sviluppo del linguaggio.

L’impianto cocleare può essere infatti impiantato dopo i primi 12 mesi, e cioè in età preverbale: in questo modo il bambino con problemi uditivi avrà ottime possibilità di imparare a parlare come tutti i suoi coetanei.

I Centri Acustici Favale&Gaburro hanno molto a cuore la salute uditiva dei più piccoli, e per questo sono da diverso tempo Partner Cochlear, una delle più importanti aziende produttrici di impianti cocleari. Attraverso un’attenta analisi delle esigenze del bambino, i nostri esperti elaboreranno la strategia migliore per permettergli di vivere la sua vita a tutto volume.

Se hai bisogno di un consulto, puoi contattarci qui.
celebrità con problemi di udito

Celebrità con problemi di udito: ieri e oggi

La celebrità con problemi di udito più famosa al mondo è senza dubbio Beethoven, nonostante i due secoli che ci separano dal celebre compositore. Ciò è dovuto sia alla discreta documentazione in nostro possesso sulla sua vita (lettere e quaderni scritti dallo stesso Beethoven) sia perché siamo affascianti dal fatto che proprio un musicista possa avere problemi di udito o essere addirittura sordo.

Al di là del mito creato attorno alla figura del geniale compositore, nella realtà questa cosa non dovrebbe stupirci: sono moltissimi i musicisti e gli artisti del presente e del passato con problemi di udito.

Personaggi famosi del passato con problemi di udito


Il caso di Beethoven è comunque singolare. Il compositore, proprio nel periodo in cui portava a termine i suoi primi capolavori e il suo genio creativo veniva riconosciuto in tutta l’Europa, cominciò ad accusare i primi sintomi dell’ipoacusia. La sua reazione, come quella di molte persone dei nostri giorni, è stata fortemente negativa: sappiamo che tentò addirittura il suicidio, perché immaginava che la sordità avrebbe potuto distruggere la sua carriera.

Tuttavia, con la forza eroica che contraddistinguerà poi le sue composizioni future, Beethoven riuscirà ad andare avanti e a dedicarsi, nel suo modo sublime ed estremamente moderno, alla musica. Anzi, alcuni dei suoi più grandi capolavori vennero composti proprio quando Beethoven era già completamente sordo.

La storia di Beethoven è anche una testimonianza di un primo rudimentale apparecchio acustico. L’inventore del metronomo Johann Mälzel, amico del compositore, progettò per lui dei cornetti acustici, che avrebbero dovuto aiutarlo a sentire meglio, amplificando i suoni. Questi oggetti possono essere ammirati ancora oggi e recano i segni di graffi e ammaccature: Beethoven era solito lanciarli contro le pareti perché non li riteneva abbastanza efficaci.

Tra gli artisti del passato con problemi di udito posiamo ricordare anche due celebri pittori: Fancisco Goya, la cui sordità influenzò molto gli ultimi anni di produzione artistica, e il Pinturcchio, chiamato scherzosamente “Sordicchio” dai suoi contemporanei, in riferimento ai suoi disturbi uditivi.

Celebrità con problemi di udito dei nostri giorni


Come dicevamo all’inizio di questo articolo, tra le celebrità con problemi di udito dei nostri giorni ci sono soprattutto i musicisti.

Il caso di Sting è uno dei più noti: l’ex cantante dei Police ha reso pubblica la sua condizione già nel 1995 ed è impegnato in diverse campagne di sensibilizzazione sul calo dell’udito e sulla prevenzione uditiva. Così come Beethoven, anche Sting non va molto d’accordo con gli apparecchi acustici, che usa poco e in modo discontinuo (rendendoli così poco efficaci).

Anche Phil Collins ed Eric Clepton soffrono di ipoacusia, mentre il rapper Caparezza dal 2015 convive con l’acufene, quel fastidioso fischio nelle orecchie che avverte anche quando non c’è nessuna fonte ad emetterlo. E proprio a questo disturbo uditivo Caparezza ha dedicato un brano, Larsen, in cui racconta la sua vita di “prigioniero” di quel fischio senza tregua.

Altre celebrità con problemi di udito, appartenenti questa volta al mondo di Hollywood sono William Shatner, Woohopi Goldber, Halle Barry e Jodie Foster.

Quest’ultima in particolare rappresenta il caso in cui una persona con ipoacusia riesce ad accettare il problema, a prenderne consapevolezza e decidere di indossare quotidianamente gli apparecchi acustici, ottenendo buoni risultati.

 
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