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prezzo degli apparecchi acustici

Qual è il prezzo degli apparecchi acustici?

Tra le domande che i nostri clienti ci rivolgono, le più comuni sono senza dubbio: "Quanto costano gli apparecchi acustici?" oppure "Che fascia di prezzo hanno?" Uno dei motivi principali per cui chi soffre di problemi di udito aspetta tanto tempo prima di acquistare infatti è proprio il prezzo degli apparecchi acustici, ritenuto troppo elevato.  Tuttavia, gli apparecchi acustici non sono così costosi come si pensa, soprattutto tenendo conto dei grandi benefici che comportano.

Il loro costo dipende da tantissimi fattori: tecnologie utilizzate, velocità del processore, funzionalità aggiuntive, qualità del suono, estetica... E in più, c’è da considerare che molte persone con problemi di udito possono fare richiesta all’ASL per la copertura parziale o totale della spesa sostenuta.

In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte le domande sul prezzo degli apparecchi acustici.

Quanto costano gli apparecchi acustici?


Le fasce di prezzo possono variare dagli 800 euro fino anche ai 3.000 euro. Molto dipende anche dallo stile di vita e dalle abitudini della persona che deve indossare l'apparecchio acustico. Le persone con una vita attiva, ad esempio, che devono affrontare situazioni complesse, come conversazioni con tantissime persone o in ambienti con tanto rumore di sottofondo, avranno bisogno di un apparecchio in grado di rispondere adeguatamente a queste problematiche. Si tratterà di un modello ricco di funzionalità, con una tecnologia più avanzata e, di conseguenza, con un prezzo più elevato. Al contrario invece, chi vive una vita piuttosto sedentaria, in un ambiente familiare e tranquillo, potrà scegliere un modello diverso più basico a prezzo più contenuto ma la qualità sarà la stessa.

Altre differenze sul prezzo degli apparecchi acustici possono riguardare le caratteristiche accessorie. Le tecnologie più moderne permettono infatti di regolare gli apparecchi anche a distanza, di effettuare lo streaming diretto dalla TV o dal cellulare, di ricaricarli come uno smartphone ecc... Infine, anche l'estetica influisce molto. Gli apparecchi acustici invisibili, ad esempio, che si inseriscono all'interno del canale uditivo e spesso vengono realizzati su misura attraverso la presa dell'impronta auricolare, possono costare di più.

Cosa è compreso nel prezzo degli apparecchi acustici?


Inoltre bisogna considerare che il prezzo degli apparecchi acustici non si limita solo al dispositivo in sé, ma comprende anche una serie di servizi esclusivi erogati dal centro acustico. Oltre alla consulenza pre-vendita e al controllo dell’udito, nel costo degli apparecchi acustici sono compresi i controlli periodici dell’udito e le conseguenti regolazioni, le revisioni annuali, le riparazioni, la pulizia professionale e l’aiuto del tuo audioprotesista di fiducia ogni volta che ne hai bisogno.

Infine, bisogna tenere conto delle spese mediche evitate grazie all’uso degli apparecchi acustici. Un recente studio dell’Università del Michigan ha infatti dimostrato che l’utilizzo sistematico delle audioprotesi, come prescritto dal proprio medico e dall’audioprotesista riduce la comparsa della demenza senile (-18%) e della depressione (-11%). Anche le cadute rovinose, dovute all’indebolimento del sistema uditivo (ricordiamo che l’orecchio è anche la sede del senso dell’equilibrio) sono ridotte del 13%, evitando così settimane di ricovero in ospedale, medicine o anche delicate operazioni nei casi più gravi.

Il contributo ASL per gli apparecchi acustici


Come abbiamo detto nel nostro precedente articolo, è possibile ricevere un contributo a copertura totale o parziale della spesa sostenuta per l'acquisto di apparecchi acustici, ricorrendo al Sistema Sanitario Nazionale. Alcune categorie di utenti infatti hanno diritto ad avere gli apparecchi acustici ad un prezzo agevolato, richiedendo all'ASL il contributo. Il percorso per la richiesta è molto semplice: il team Favale&Gaburro è a vostra completa disposizione per aiutarvi con tutte le pratiche.

Ecco quali sono le categorie che hanno diritto a questo tipo contributo:

  • Invalidi civili per almeno il 34% del punteggio, purché nel verbale compare la voce ipoacusia (sordità)

  • I minori indipendentemente dal loro grado di ipoacusia.

  • I ricoverati in strutture sanitarie accreditate

  • Gli invalidi del lavoro

  • Gli invalidi di guerra e di servizio.


In conclusione, non esiste una risposta diretta e universale alle domande sul prezzo degli apparecchi acustici, poiché le variabili da tenere in considerazione sono davvero tante, ma gli audioprotesisti dei nostri centri acustici sapranno consigliarvi il modello più adatto alle vostre esigenze e al vostro budget.

 
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Apertura nuovo Centro Acustico a Desenzano: tutti i servizi

I Centri Acustici Favale&Gaburro sono da anni il punto di riferimento per tutti coloro che vivono nella provincia veronese e mantovana e che hanno problemi di udito. Da oggi sono più vicini agli abitanti di Desenzano e dintorni, grazie all’apertura di un nuovo centro acustico proprio in questa splendida cittadina sulle rive del lago.

Ma quali sono i servizi offerti da questa nuova sede e da tutte le altre sedi?

Accoglienza


Entrare in un centro acustico significa ammettere con se stessi, e anche con gli altri, di avere un problema uditivo e, come riportano anche le ultime indagini statistiche, molti italiani si vergognano ancora del loro calo uditivo e rimandando anche per diversi anni le visite di controllo. Proprio per questo motivo, facciamo in modo di accogliere i pazienti nel modo migliore, facendoli sentire a casa grazie alla cordialità e all’empatia del nostro team. Il sorriso e la comprensione è il primo passo per instaurare un rapporto medico-paziente fruttuoso e duraturo.

Durante questa prima fase conoscitiva di counseling, completamente gratuita, i nostri audioprotesisti raccoglieranno il maggior numero di informazioni sul paziente e sulla sua storia clinica, ma anche sulle sue abitudini di vita. È importante capire se il calo uditivo è causato da scorrette abitudini di ascolto, da malattie pregresse non trattate adeguatamente, da fattori congeniti o “semplicemente” dal progressivo e naturale indebolimento dell’apparato uditivo.

Test accurati con strumentazione all’avanguardia


Dopo aver acquisito tutte le informazioni necessarie, si effettua una serie di test strumentali per poter individuare la tipologia e il grado di perdita uditiva. Si tratta di test veloci e non invasivi, ma che sono molto accurati e precisi grazie all’utilizzo di strumenti all’avanguardia che si possono trovare nei centri acustici Favale&Gaburro come quello di Desenzano.

Ecco quali sono i principali:

  • Test audiometrico tonale: consiste nella somministrazione di suoni a diverse intensità e tonalità per trovare la soglia minima di udibilità del paziente che dovrà rispondere agli stimoli premendo un tasto o alzando la mano

  • Test audiometrico vocale: consiste nel somministrare al paziente parole bisillabiche in ambiente silenzioso e fargliele ripetere, in modo da trovare la sua soglia di percezione, è un esame spesso decisivo per valutare la possibilità e l'opportunità di utilizzare una protesi acustica.

  • Impedenzometria:è un esame diagnostico obiettivo, non invasivo, che valuta l’elasticità della membrana timpanica e della catena di ossicini responsabile della funzione dell’udito.

  • MATRIX Sentence Test: si tratta di un particolare tipo di audiometria vocale che si adatta automaticamente alle risposte del paziente, aumentando o diminuendo la difficoltà di ascolto al fine di valutare la comprensione verbale in condizioni di rumore, simulando le condizioni di ascolto difficili in cui potrebbe trovarsi nella vita quotidiana. Questo test permette di misurare con una precisione elevatissima la capacità del paziente di comprendere nel rumore e soprattutto i suoi miglioramenti o peggioramenti nel tempo.

  • Prove REM: Consistono nell’adattare gli apparecchi acustici con misurazioni sull'orecchio reale (REM), l’adattamento viene personalizzato in base all'acustica del condotto uditivo dei pazienti. Questo migliora i benefici degli apparecchi acustici e la percezione uditiva del paziente.


Dopo la fase di test, qualora dovesse essere necessario l’utilizzo di una protesi acustica, si passa alla consulenza sugli apparecchi acustici. In base al grado di perdita uditiva, allo stile di vita e al budget del paziente, l’audioprotesista gli consiglierà il modello più adatto alle sue esigenze, che il paziente potrà provare gratuitamente per 30 giorni.

 Assistenza continuativa


Durante il periodo di prova, gli audioprotesisti Favale&Gaburro continuano a prendersi cura di lui attraverso fitting e regolazioni periodiche, per poter adattare i dispositivi nel modo migliore. Se la prova va a buon fine e si procede con l’acquisto, questo tipo di assistenza continuativa, svolta sempre con la massima professionalità e cura, continuerà regolarmente anche dopo la vendita.

È importante infatti eseguire controlli periodici trimestrali al fine di monitorare e migliorare sempre di più le prestazioni degli apparecchi acustici man mano che l’esperienza con il prodotto si esprime nella quotidianità.

Tutti questi servizi sono disponibili in ogni Centro Acustico Favale&Gaburro, compresa la nuova sede di Desenzano. Inoltre, nella sede di Verona, è possibile anche avere una consulenza di prim’ordine dugli impianti cocleari e Baha, grazie alla partnership ufficiale con Cochlear©, azienda leader mondiale nelle soluzioni uditive impiantabili.

Cosa aspetti? Se hai bisogno di un controllo dell’udito, rivolgiti ai Centri Acustici Favale&Gaburro.
Teatro Ariston Sanremo

“Ascolterai” il Festival di Sanremo?

“Guarderai il Festival?” “Mercoledì non posso uscire perché devo guardare Sanremo” “Non vedo l’ora che salgano sul palco i Maneskin!”

Il Festival di Sanremo è alle porte, e queste frasi faranno parte delle conversazioni quotidiane degli italiani per tutta la prossima settimana. Eppure, Sanremo è il festival della canzone italiana e, sebbene sia uno spettacolo a 360 gradi, la vera protagonista è la musica, che non va guardata o seguita, ma ascoltata

Musica: benefici e problematiche


Ascoltare la musica non è solo una forma di intrattenimento o di svago, ma è un vero e proprio toccasana per la mente e per il corpo. Influisce infatti sulla pressione sanguigna e sull’umore, diminuisce i livelli stress e aumenta la concentrazione e la memoria.

Uno studio dell’Università McGill ha analizzato i principali benefici della musica in base agli effetti chimici che produce nel nostro corpo, come la riduzione dell’ansia, (attraverso lo stimolo della produzione di ossitocina), il rafforzamento del sistema immunitario (attraverso l’aumento dei livelli di immunoglobina A) e un senso di rilassamento generale (attraverso il rilascio di endorfine).

Senza contare che la musica è un vero toccasana anche per l’anima e lo spirito, perché stimola la consapevolezza interiore e aiuta a far luce sui propri pensieri e sul proprio stato d’animo.

Tuttavia, ci sono casi in cui la musica può essere dannosa, in particolar modo per l’udito. Ciò si verifica quando si fa un abuso di cuffie e auricolari (o si utilizzano modelli scadenti), o quando si ascolta la musica a volumi troppo alti.

Il problema è molto più diffuso di quanto sembri: la perdita di udito a causa dell’esposizione prolungata a suoni troppo forti, in primis appunto la musica che si ascolta quotidianamente, ha raggiunto numeri molto alti, soprattutto tra i giovani. Non a caso la tematica del prossimo World Hearing Day (3 marzo 2022) è proprio questa: “Hear for life, listen with care!” (Ascolta per tutta la vita, ascolta con attenzione)

Con gli apparecchi acustici non rinunci alla buona musica


Per le persone con problemi di udito, ascoltare la musica può essere alquanto difficile, anche quando l’ipoacusia è leggera, perché l’orecchio non è più in gradi di cogliere quelle sottili sfumature e quei vibrati che tanto ci fanno emozionare ascoltando per esempio un’opera lirica dal vivo. Le difficoltà aumentano quando, nel caso del Festival di Sanremo, non si ascolta la musica dal vivo, ma attraverso la televisione.

Per fortuna, una soluzione per godersi di nuovo Sanremo e la buona musica in generale c’è: gli apparecchi acustici.

Un apparecchio acustico di ultima generazione infatti ha la possibilità di collegarsi alla Tv (in modo diretto o attraverso un pratico accessorio wireless) e trasmettere i suoni direttamente in streaming. Grazie all’uso di processori sempre più tecnologici, il suono arriverà alle tue orecchie senza nessun ritardo percepibile rispetto all’originale, ma soprattutto in modo chiaro, nitido e cristallino, senza alcuna interferenza. E sarà come ascoltare Elisa, Achille Lauro o Gianni Morandi seduto al Teatro dell’Ariston, o quasi.

Inoltre, potrai utilizzare l’apposita app per regolare il volume, i bassi e tutte le caratteristiche audio per adattare il suono al tuo grado di perdita uditiva. Finiranno così i battibecchi in famiglia sul volume troppo alto, e si potrà trascorrere la serata tutti insieme godendosi la buona musica italiana. Le uniche discussioni ammesse saranno quelle sul vincitore di Sanremo.

Sei pronto a goderti il Festival di Sanremo con gli apparecchi acustici? Vieni in uno dei nostri centri per un controllo e per richiedere la prova gratuita del modello più adatto alle tue esigenze.
Bambino con impianti cocleari

Impianti cocleari: cosa sono e come funzionano

Gli impianti cocleari sono dei dispositivi elettronici che permettono di trasformare i suoni in impulsi elettrici e trasmetterli direttamente al nervo acustico. Svolgono, di fatto, le funzioni della coclea, l’organo che ha sede nell’orecchio interno e che traduce appunto i suoni per farli giungere al cervello: ecco perché si vengono chiamati anche “coclea artificiale” o “orecchio bionico”.

Questi dispositivi, sia per la loro struttura che per il loro funzionamento, sono molto diversi dal tradizionale apparecchio acustico. L’apparecchio acustico ha infatti la funzione di amplificare i suoni, che poi arrivano al cervello attraverso la coclea così come accade per le persone normo-udenti; l’impianto cocleare invece si sostituisce alla coclea proprio in quei casi in cui essa non funziona correttamente: capta i suoni, li traduce in impulsi elettrici e stimola il nervo acustico.

Ci si serve di questo tipo di impianto in casi di ipoacusia medio-grave o anche di sordità, soprattutto quando si tratta di sordità infantile. Grazie gli impianti cocleari, i bambini con problemi di udito gravi possono sentire i suoni più importanti e riuscire a sviluppare le aree del cervello legate al linguaggio e alla comunicazione.

Come è fatto un impianto cocleare


Abbiamo detto che gli impianti cocleari si distinguono dagli apparecchi acustici anche per la loro struttura. Si compongono infatti di:

  • audioprocessore esterno

  • antenna magnetica esterna

  • ricevitore interno


L’audioprocessore esterno è molto simile nella forma ad un apparecchio acustico e si posizione dietro l’orecchio. Attraverso un cavetto si collega all’antenna, la quale aderisce magneticamente alla cute. Sotto l’antenna magnetica si trova il ricevitore interno, che viene applicato sotto la cute dell’osso temporale e collegato all’orecchio interno attraverso un intervento chirurgico che può durare circa un’ora e mezza.

Impianti cocleari nei bambini


Gli impianti cocleari nei bambini con problemi di udito sono molto diffusi: si stima che in Italia ci siano almeno 700 nuovi interventi di applicazione all’anno. La sordità infantile, infatti, come abbiamo detto in un precedente articolo, riguarda un gran numero di nuovi nati. Fortunatamente, grazie allo screening uditivo neonatale obbligatorio, è possibile intervenire in tempi brevi ed evitare che il bambino possa sviluppare problemi di apprendimento e di sviluppo del linguaggio.

L’impianto cocleare può essere infatti impiantato dopo i primi 12 mesi, e cioè in età preverbale: in questo modo il bambino con problemi uditivi avrà ottime possibilità di imparare a parlare come tutti i suoi coetanei.

I Centri Acustici Favale&Gaburro hanno molto a cuore la salute uditiva dei più piccoli, e per questo sono da diverso tempo Partner Cochlear, una delle più importanti aziende produttrici di impianti cocleari. Attraverso un’attenta analisi delle esigenze del bambino, i nostri esperti elaboreranno la strategia migliore per permettergli di vivere la sua vita a tutto volume.

Se hai bisogno di un consulto, puoi contattarci qui.
celebrità con problemi di udito

Celebrità con problemi di udito: ieri e oggi

La celebrità con problemi di udito più famosa al mondo è senza dubbio Beethoven, nonostante i due secoli che ci separano dal celebre compositore. Ciò è dovuto sia alla discreta documentazione in nostro possesso sulla sua vita (lettere e quaderni scritti dallo stesso Beethoven) sia perché siamo affascianti dal fatto che proprio un musicista possa avere problemi di udito o essere addirittura sordo.

Al di là del mito creato attorno alla figura del geniale compositore, nella realtà questa cosa non dovrebbe stupirci: sono moltissimi i musicisti e gli artisti del presente e del passato con problemi di udito.

Personaggi famosi del passato con problemi di udito


Il caso di Beethoven è comunque singolare. Il compositore, proprio nel periodo in cui portava a termine i suoi primi capolavori e il suo genio creativo veniva riconosciuto in tutta l’Europa, cominciò ad accusare i primi sintomi dell’ipoacusia. La sua reazione, come quella di molte persone dei nostri giorni, è stata fortemente negativa: sappiamo che tentò addirittura il suicidio, perché immaginava che la sordità avrebbe potuto distruggere la sua carriera.

Tuttavia, con la forza eroica che contraddistinguerà poi le sue composizioni future, Beethoven riuscirà ad andare avanti e a dedicarsi, nel suo modo sublime ed estremamente moderno, alla musica. Anzi, alcuni dei suoi più grandi capolavori vennero composti proprio quando Beethoven era già completamente sordo.

La storia di Beethoven è anche una testimonianza di un primo rudimentale apparecchio acustico. L’inventore del metronomo Johann Mälzel, amico del compositore, progettò per lui dei cornetti acustici, che avrebbero dovuto aiutarlo a sentire meglio, amplificando i suoni. Questi oggetti possono essere ammirati ancora oggi e recano i segni di graffi e ammaccature: Beethoven era solito lanciarli contro le pareti perché non li riteneva abbastanza efficaci.

Tra gli artisti del passato con problemi di udito posiamo ricordare anche due celebri pittori: Fancisco Goya, la cui sordità influenzò molto gli ultimi anni di produzione artistica, e il Pinturcchio, chiamato scherzosamente “Sordicchio” dai suoi contemporanei, in riferimento ai suoi disturbi uditivi.

Celebrità con problemi di udito dei nostri giorni


Come dicevamo all’inizio di questo articolo, tra le celebrità con problemi di udito dei nostri giorni ci sono soprattutto i musicisti.

Il caso di Sting è uno dei più noti: l’ex cantante dei Police ha reso pubblica la sua condizione già nel 1995 ed è impegnato in diverse campagne di sensibilizzazione sul calo dell’udito e sulla prevenzione uditiva. Così come Beethoven, anche Sting non va molto d’accordo con gli apparecchi acustici, che usa poco e in modo discontinuo (rendendoli così poco efficaci).

Anche Phil Collins ed Eric Clepton soffrono di ipoacusia, mentre il rapper Caparezza dal 2015 convive con l’acufene, quel fastidioso fischio nelle orecchie che avverte anche quando non c’è nessuna fonte ad emetterlo. E proprio a questo disturbo uditivo Caparezza ha dedicato un brano, Larsen, in cui racconta la sua vita di “prigioniero” di quel fischio senza tregua.

Altre celebrità con problemi di udito, appartenenti questa volta al mondo di Hollywood sono William Shatner, Woohopi Goldber, Halle Barry e Jodie Foster.

Quest’ultima in particolare rappresenta il caso in cui una persona con ipoacusia riesce ad accettare il problema, a prenderne consapevolezza e decidere di indossare quotidianamente gli apparecchi acustici, ottenendo buoni risultati.

 
nonni con problemi di udito

Nonni con problemi di udito: come spiegarlo ai bambini

I nonni con problemi di udito sono moltissimi. L’ipoacusia infatti colpisce soprattutto le persone da 60 anni in su che, con molta probabilità, sono nonni e hanno dei nipotini.

Spesso, è proprio l’interazione con i nipoti che può svelare un calo dell’udito nascosto. Le voci dei bambini infatti sono più acute e squillanti di quelle degli adulti e, come ben sappiamo, l’ipoacusia colpisce dapprima le alte frequenze, quindi proprio i suoni acuti. Può capitare che i nonni chiedano spesso ai nipoti di ripetere ciò che hanno appena detto perché non sono riusciti a capirlo la prima volta.

I nipoti che passano molto tempo a casa dei nonni potrebbero accorgersi anche di altri campanelli d’allarme che agli adulti possono sfuggire. Ad esempio, possono notare la tendenza dei nonni ad alzare troppo il volume della Tv quando guardano insieme i cartoni, oppure il fatto che non sentono squillare il telefono.

Davanti a situazioni del genere i bambini, curiosi per natura, possono essere portati a chiedere il perché di questo “strano” comportamento del nonno. Ed è compito dei genitori spiegare loro con parole semplici in cosa consiste la perdita uditiva e cosa si potrebbe fare per aiutare il nonno.

I nipoti possono aiutare i nonni con problemi di udito ad affrontare il loro problema


I bambini, oltre ad individuare più facilmente i campanelli d’allarme, possono anche rappresentare, per i nonni, uno stimolo ad affrontare il problema.

Le persone con ipoacusia hanno infatti la tendenza ad ignorare il loro problema uditivo e a nasconderlo a familiari e amici. Hanno paura di essere giudicati troppo vecchi, di essere presi in giro per via degli apparecchi acustici e di essere considerati inutili. Questo vale soprattutto per i nonni con problemi di udito che, grazie ai nipotini, ritrovano buonumore ed energia e, per colpa del calo uditivo, hanno paura di perderli.

Proprio per questo è importante affrontare l’argomento ipoacusia con il nonno, anche in presenza del nipotino. In questa occasione si può spiegare ad entrambi che il calo dell’udito non è una cosa di cui vergognarsi, ma una condizione fisiologica naturale, e che portare gli apparecchi acustici non lo farà sembrare il nonno più vecchio, ma gli permetterà di godersi al meglio le giornate in compagnia del suo nipotino.

Possono essere proprio i nipoti, così bravi con smartphone e tablet, a mostrare al nonno le foto degli apparecchi acustici di ultima generazione, così piccoli e discreti, e di paragonarli magari alle loro cuffiette wireless di cui vanno tanto fieri. I più grandicelli possono anche accompagnarlo ad effettuare un controllo dell’udito, che nei nostri centri acustici è totalmente gratuito.

I nipotini possono essere davvero la chiave giusta per aiutare i nonni con problemi di udito.
cuffie

Cuffie a padiglione o auricolari: quali sono le migliori per ascoltare la musica senza danneggiare l’udito

Le cuffie sono diventate un accessorio tecnologico quasi indispensabile per ognuno di noi. Qualche anno fa si utilizzavano soltanto per ascoltare la musica o per parlare brevemente al cellulare mentre si era alla guida, ma oggi, a causa della pandemia, sono diventate necessarie per riunioni di lavoro, sedute di laurea e videolezioni.

Con un paio di cuffie a testa (e un dispositivo a testa a cui collegarle), una famiglia può seguire separatamente una call di lavoro, una lezione di storia alle scuole medie e guardare una serie tv, tutto nella stessa casa, senza (quasi) disturbarsi a vicenda.

Nonostante negli ultimi mesi le cuffie siano state utilizzate più per necessità che per motivi di svago, il loro utilizzo principale è sempre quello di fruizione della musica, soprattutto tra i giovani. Tuttavia, un utilizzo scorretto di questi accessori può comportare gravi problemi uditivi: secondo una stima dell’UE, circa 10 milioni di persone rischiano la perdita dell’udito a causa di un uso improprio delle cuffie.

Quindi le cuffie sono dannose per l’udito? No, ma bisogna usarle correttamente. L’OMS consiglia di seguire la regola del 60:60, ossia sessanta minuti di utilizzo al 60% del volume. È necessario infatti fare una pausa per far riposare le orecchie di tanto intanto. Inoltre, per ascoltare la musica ad un volume adatto e goderci ugualmente ogni sfumatura sonora, vi consigliamo di acquistare un modello non troppo economico, che non vi costringa ad alzare il volume oltre il necessario per sentire meglio.

Un’altra domanda alla quale vogliamo rispondere è la seguente. Meglio le cuffie a padiglione o gli auricolari? Ecco i pro e i contro.

Cuffie a padiglione: vantaggi e svantaggi


Le cuffie a padiglione sono quelle che coprono interamente le orecchie e vengono utilizzate soprattutto per ascoltare la musica e, negli ultimi anni, per il gaming, ossia per giocare ai videogiochi online. Spesso infatti sono dotate di microfono incorporato.

I modelli più costosi sono progettati per risultare confortevoli anche dopo diverse ore di utilizzo, perché hanno un design ergonomico e l’imbottitura di qualità che non preme sulle orecchie. A livello di trasmissione del suono sono migliori dei modelli auricolari poiché il suono viene trasmesso alle orecchie in modo uniforme, come avviene quando non si utilizzano le cuffie.

Inoltre, proprio perché avvolgono tutto l’orecchio, coprono parzialmente anche i suoni esterni e in questo modo non è necessario alzare troppo il volume per riuscire a godersi la musica.

A livello di svantaggi, non si può certo negare che queste cuffie siano ingombranti e poco pratiche: è difficile portarle con sé e indossarle quando si è fuori casi. Inoltre, non tutte sono dotate di microfono, e pertanto non sono utilizzabili per le telefonate.

Auricolari: vantaggi e svantaggi


Le cuffie auricolari sono quelle che si inseriscono direttamente all’interno delle orecchie. Sono perfette per chi viaggia o è spesso fuori casa, perché hanno un ingombro minimo. Gli ultimi modelli sono piccolissimi e, soprattutto, wireless, cioè senza fili. Nonostante siano così piccole, sono un vero e proprio concentrato di tecnologia, studiato per offrire un ascolto ottimale sia della musica che delle conversazioni telefoniche. Tuttavia, proprio la natura del modello, ossia il fatto che va inserito all’interno dell’orecchio, risulta dannoso per l’udito, perché il suono viene trasmesso direttamente all’interno del canale uditivo.

Ecco perché consigliamo di preferire, quando possibile, l’utilizzo di cuffie a padiglione, e di seguire sempre i consigli che vi abbiamo lasciato all’inizio dell’articolo.
app per inquinamento acustico

App per inquinamento acustico: cosa sono e a cosa servono

Il numero di app che abbiamo installato sul nostro cellulare è in continua crescita, dato che sono sempre di più i campi in cui queste applicazioni possono semplificare diversi aspetti della nostra vita. Si pensi ad esempio alle app delle banche, che consentono di effettuare diverse operazioni bancarie con pochi clic, o alle nuove app di bar e ristoranti che consentono di sfogliare il menu e ordinare in pochissimi minuti.

Una tipologia di app che però dovremmo avere tutti sullo smartphone e che permette di salvaguardare la nostra salute uditiva sono le app per inquinamento acustico, ossia applicazioni che misurano il volume dei suoni intorno a noi, avvisandoci quando siamo alla soglia critica.

Inquinamento acustico


Ma che cos’è l’inquinamento acustico? Secondo la definizione fornita dalla legge n 447 del 1995 è “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocar fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana”. In parole povere, si parla di inquinamento acustico quando c’è troppo rumore che può danneggiare la salute, non solo quella uditiva.

Le principali fonti di questo rumore sono il traffico cittadino e i mezzi di trasporto. Si pensi ad esempio al rombo delle moto e ai clacson, ma anche ai tremi che attraversano la città o agli aerei che sorvolano a bassa quota i centri abitati. Tutti questi suoni peggiorano la qualità della vita e sono pericolosi per l’udito.

Ma i rumori dannosi sono presenti anche in casa: volume della tv o dello stereo troppo alto, elettrodomestici come aspirapolvere, frullatore e tosaerba sono solo alcuni di rumori a cui sottoponiamo ogni giorno il nostro udito.

E infine, bisogna tener conto dell’inquinamento acustico sul luogo di lavoro. Non si fa riferimento solo ai lavori tradizionalmente dannosi per l’udito, come quelli in fabbrica (in questo caso i dispositivi di protezione obbligatoria dovrebbero ridurre drasticamente i rischi), ma anche ad altri tipi di contesti lavorativi, come bar, locali notturni, centri commerciali e call center.

L’inquinamento acustico, come dicevamo, può causare problemi uditivi come ipoacusia e acufene, ma anche problemi psicologici, difficoltà ad addormentarsi, peggioramento della qualità del sonno e aumento dello stress. Ecco perché è importante monitorare la qualità dell’ambiente sonoro intorno a noi.

Le migliori app per inquinamento acustico


Per farlo si possono utilizzare le app per inquinamento acustico, ossia applicazioni per smartphone che misurano il livello del suono in un determinato ambiente e indicano se si è vicini alla soglia critica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato a 65 dBl il livello massimo di intensità sonora durante il giorno e a 55 dBl quello durante la notte. Ecco quali sono le migliori app per inquinamento acustico.

  • Sound Meter: permette di ottenere dati sul rumore in modo completo e accurato e avvisa quando viene superata la soglia critica reimpostata.

  • Sound Analyzer App: trasforma lo smartphone in un Sound Level Meter (SLM) e in un Real time Audio Analyzer (RTA) e mostra i parametri di suono attraverso grafici completi ma semplici da leggere.

  • Decibel X: possiede misurazioni precalibrate altamente affidabili, supporta ponderazioni in frequenza e permette di sovrapporre i grafici ottenuti alle foto dell’ambiente dove si è effettuata la misurazione.


Volete scoprire quanto è rumorosa la vostra camera o il vostro bar preferito? Scaricate una di queste app per inquinamento acustico e prendetevi cura del vostro udito.
pulire le orecchie dei bambini

Come pulire le orecchie dei bambini

Prendersi cura del proprio udito comincia da una corretta igiene delle orecchie. Ciò vale per gli adulti, ma anche per i bambini. Anzi, è importante che i vostri figli imparino a pulirsi correttamente le orecchie, proprio come imparano a lavarsi i denti prima di andare a dormire: fa li aiuterà ad acquisire una routine difficile da dimenticare. Ma come pulire le orecchie dei bambini?

Il primo consiglio sulla corretta pulizia delle orecchie dei bambini è quello di ridurre al minimo l’utilizzo dei cotton fioc e adoperarli solo per la pulizia del padiglione esterno. Infilando i bastoncini di cotone all’interno del condotto uditivo si corrono infatti molteplici rischi:

  • lacerazione della membrana timpanica

  • formazione di un tappo di cerume

  • infezione del condotto uditivo


Basta infatti un movimento brusco, un sobbalzo o una scarsa manualità e si rischia di danneggiare seriamente l’udito. Questo vale soprattutto quando a maneggiare i cotton fioc sono i bambini, ma anche gli adulti dovrebbero fare molta attenzione.

Come sopperire allora alla mancanza dei cotton fioc? Con le dita! Sembrerà strano, ma il modo più sicuro di pulire le orecchie dei bambini (e degli adulti) è proprio quello di utilizzare le dita. Quando fate la doccia o quando lavate il viso a mattino è buona abitudine lavare anche le orecchie. Basta un po’ di acqua e un sapone delicato.

Altre buone abitudini per pulire le orecchie dei bambini


Un’altra buona abitudine è anche quella di non lasciare le orecchie bagnate ma di asciugarle sempre con un asciugamano. Se il vostro bambino dovesse avere sensazione che qualche gocciolina d’acqua gli sia entrata nelle orecchie, potete asciugare il condotto uditivo con l’aria tiepida del phon. Questo gesto è molto utile, soprattutto per i piccoli nuotatori, che vanno in piscina tutto l’anno e sono più esposti al rischio di mal d’orecchio e otite.

Oltre a quello dei cotton fioc, è opportuno sfatare anche il mito delle gocce auricolari emollienti. Al contrario di quanto si pensi, non vanno usate tutti i giorni per la pulizia quotidiana, ma solo in presenza di un tappo di cerume. Sono infatti prodotti oleosi ed emollienti, e non sono efficaci per la pulizia, ma sciolgono il cerume accumulato. In genere, è il pediatra a prescriverne l’utilizzo e anche il corretto dosaggio.

Diversi sono gli spray auricolari specifici per l’igiene delle orecchie. Contengono acqua d mare microbiologicamente controllata, e hanno un beccuccio adatto per pulire le orecchie dei bambini, più piccole e sensibili.
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